Visualizzazione post con etichetta alessio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta alessio. Mostra tutti i post

giovedì 11 febbraio 2016

Domande sull'Esoterismo

Spero che il post seguente sia un buon antidoto per l'ignoranza di superficie sull'argomento "Esoterismo" e tutto ciò che ne consegue. Un amico ha iniziato ponendomi delle domande generali non avendo conoscenze in merito. Ne riporto un sunto di seguito sperando che le vostre porte siano aperte ai concetti qui esposti.
N.B. Nel caso non lo fossero, CHIUDI SUBITO LA PAGINA PER NON RISCHIARE DI IMPARARE QUALCOSA DI NUOVO!

Domanda: Mi hai detto che nella tua vita pratichi quello che impari attraverso le conoscenze esoteriche. Fai parte di dottrine segrete?

Risposta: Assolutamente no. Le conoscenze esoteriche in quest'epoca sono acquisite in modo pressocché personale e non legato più al dogma dell'iniziazione (per quanto ci siano ancora scuole iniziatiche). Imparo ciò che risuona con me e lo metto in atto per una sempre più ampia coscienza. Alla fine, sono le stesse cose che egregiamente espongono le neuroscienze, la fisica quantistica, l'epigenetica, etc. Solo che l'esoterismo parla di Olismo (ossia "visione comprensiva del tutto"), Creazione della Realtà e non esistenza del Tempo da un sacco di milioni di anni prima che le scienze di frontiera ne appurassero "oggettivamente" la veridicità.

Domanda: Quindi è una specie di "culto" basato sull'arricchimento della propria conoscenza culturale e scientifica?

Risposta: In un certo senso, ma non lo definirei "culto" che può essere inteso sì come un insieme di pratiche ma anche di ricorrenze e dogmi finalizzati al dialogo con una specifica figura divina e che quindi possiamo associare alla Religione. Per esempio: la Wicca è un culto che si basa sui vari pantheon pagani nonché una Religione (N.d.A la descrizione qui è riduttiva. Conto di scrivere presto un articolo sulla Wicca). C'è da dire che il termine Religione (così come qualsiasi altro concetto, essere, istituzione, ente, etc.) si può intendere su due livelli differenti che in Alchimia si chiamano ottava bassa e ottava alta, esattamente come in musica.
In particolare, quando si parla della Religione all'ottava alta si può associare al suo livello esoterico, dal greco "che riguarda l'interno", ossia tutto ciò che va a lavorare con gli aspetti personali, emozionali, della psiche intesa nel suo senso originario: l'anima (ψυχή, psiche, in greco vuol dire proprio questo). "Religere" significa Ri-legare, ossia legare di nuovo (e questo dovrebbe già chiarire quella che dovrebbe essere l'utilità della religione stessa) e, all'ottava alta, riporta a Ri-legare all'Uno, a Dio (notare "legare di nuovo", significa che in principio eravamo decisamente più vicini a Dio e che ce ne siamo "staccati" in qualche modo per compiere esperienze su questo pianeta).

La Religione all'ottava bassa è invece quella della massa, quella del livello essoterico o exoterico (che riguarda l'esterno). Su questo piano, Ri-legare assume il significato di ancorare ad un dogma (vedi immagine). Questo dovrebbe far riflettere sul rapporto tra le varie religioni, soprattutto in un clima come quello attuale in cui assistiamo a fenomeni di nuove guerre sante portate avanti da gruppi islamici di dubbi principi. Infatti, se sul livello di doveri, dogmi, ricorrenze e capi della chiesa i vari culti si incornano a vicenda come arieti in amore per la stessa femmina (di recente un po' di meno anche grazie alle azioni dei più recenti Papi, come mi ricorda il prof. di Religione cattolica), sul livello dei principi esoterici, dei consigli su come approciarsi alla vita, dell'amare gli altri e del mondo inteso come "illusione" e come specchio di archetipi che esistono, in ultima analisi, solo al nostro interno essi sono tutti d'accordo.

"La verità è uno specchio caduto dalle mani di Dio e andato in frantumi. Ognuno ne raccolse un frammento e sostenne che lì fosse racchiusa tutta la verità."
Gialal ad-Din Rumi, poeta persiano del 1200

Domanda: Indossi spesso quella specie di "stella di Davide" al collo. È un simbolo esoterico? Che significato ha?
 https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh95P5fcFvR17-19C2oMeRWBEuyQe2KwYglMiaMVsKRWEjk4Lbj_-bqQtwYoJ47cUwlmZJ2ttC27D9NWv8MMaS395cLcrZZumogCJlHbkXSp9hMc5qmaX0ibzydm9OcYUzuTWk16nx9TCJq/s1600/pentacolo.png
Risposta:  Innanzi tutto, non è una stella di Davide. Quella, per quanto sia un altro simbolo molto utilizzato nei culti magici occidentali, ha un altro significato e ha sei punte(✡). Questa, che ne ha cinque (N.d.A. trovo sempre più persone che non sanno contare da 1 a 5), si chiama pentagramma, esattamente come quello utilizzato in musica (pentacolo delle volte, ma meno preciso), proprio perché è costituito da cinque tratti. È il simbolo magico per eccellenza e ha origini che si perdono nella notte dei tempi. Rappresenta l'unione dei quattro elementi (aria, fuoco, acqua e terra) situati sulle punte inferiori e la loro coesione con lo spirito o akasha (la punta superiore) da cui originano e a cui fanno riferimento in quanto sue manifestazioni dirette.
È utilizzato per invocare entità angeliche e come simbolo di protezione e moto positivo (i numeri dispari sono associati al cambiamento e al moto, quelli pari alla staticità e all'equlibrio). Rappresenta anche l'uomo nella sua forma illuminata e realizzata, tanto che lo troviamo spesso raffigurato con una figura umana inscritta in esso.
 


NON È UN SIMBOLO SATANICO! Sono stufo di ripeterlo. I satanisti lo utilizzano, se lo utilizzano, con la punta rivolta verso il basso, ossia rappresentando la materia che domina lo spirito (il che provoca grasse risate a chi l'esoterismo lo conosce sul serio).
Ma tornando alle conoscenze magiche della nostra tradizione, in questa forma "contraria" esso viene utilizzato nei rituali finalizzati al richiamo e all'indirizzamento sotto ferrea volontà di entità demoniache.
NOTA BENE: Operare con entità angeliche non è tanto più semplice né sicuro che farlo con entità demoniache! In entrambi i casi, la differenza la fanno lo scopo per cui le si invoca/evoca, la preparazione del mago operante (il che significa aver attuato un minuzioso lavoro su di sé di incenerimento del proprio falso ego per crearne uno centrato, nigredo e albedo in Alchimia) e la corretta esecuzione dell'operazione magica.

In ultimo, posso dire che oggigiorno non è più necessario addentrarsi in queste pratiche anche abbastanza pericolose per poter diventare un autentico Mago (o Maga): modificare la realtà diviene solo un effetto collaterale dell'aver aperto il proprio cuore e aver catapultato la propria coscienza dallo psiche-soma all'anima. Bisogna però ricordarsi di costruirla prima quest'ultima.

"Dopo aver letto l'intera collana di "Magia pratica" di Sabellicus, aver messo in atto i rituali, aver rispettato le ore corrette e i periodi fausti, ho concluso la serie di libri. E mi sono reso conto che, in realtà, il libro di Magia non serve a nulla. Ciò che ho imparato non lo devo ai rituali ma al cambiamento di coscienza che è avvenuto impregnandomi dei principi esoterici che in questi libri venivano espressi."
Giovanni Bianchi, mio padre, in un dialogo con me nel 2012
Magia Pratica Vol. 1 






Vi segnalo un libro meraviglioso su che cosa sia l'Autentica Magia e che parla con parole leggere e adatte a tutte le persone, di qualsiasi età.
https://www.youtube.com/watch?v=JFBQ4AVOCvc 
Cliccando sull'immagine, verrete indirizzati al video di presentazione di questo scambio epistolare tra un bambino e un uomo saggio e Sveglio con la "S" maiuscola. È un libro piccolo, "concentrato" e piacevole. Utilissimo se volete conoscere le cose davvero importanti del sentiero magico-alchemico. 

domenica 3 gennaio 2016

Lo spreco della vita

Il post di oggi non è altro che un tema assegnato per le vacanze di Natale relativo ad un aforisma scelto da una serie in elenco. Ha avuto risvolti interessanti e così ho deciso di pubblicarlo. Buona lettura!

«Lo spreco della vita si trova nell'amore che non si è saputo dare, nel potere che non si è saputo utilizzare, nell'egoistica prudenza che ci ha impedito di rischiare e che, evitandoci un dispiacere, ci ha fatto mancare la felicità.»
Oscar Wilde

1882 --- Oscar Wilde, the Irish writer and literary critic, sits for a portrait during his tour of Canada and North America in 1882.  Wilde's wit made him famous and his flamboyance made him infamous. --- Image by © CORBIS

Continuamente immersi nelle proposte “assolutamente imperdibili” dei cataolghi porta a porta, imboscati nei negozi “tutto a 99 cents” abusivi dei cinesi e impegnati a cercare il parrucchiere più economico nelle vicinanze, spesso dimentichiamo il significato più decisivo e, oserei, più importante di spreco.

Non si spreca solo l'acqua, la corrente elettrica, il denaro: si spreca la propria esistenza, talvolta. Pensiamo a quante volte ci siamo pentiti di non aver amato abbastanza una persona, magari dopo essercene separati a causa di un lutto, un divorzio, oppure la sensazione che si ha quando si viene a sapere che qualcuno che fino a quel momento deridevamo o, ancora, con cui perdevamo facilmente la calma sta vivendo lui stesso una malattia, una perdita, un problema più o meno grave. Quella che si percepisce è la sensazione del risentimento, del senso di colpa per non aver amato abbastanza. Esso, in realtà, è deleterio e al contempo illusorio. È quindi sacrosanto che sia stato uno spreco non aver, magari, dato abbastanza amore, non aver aperto il cuore senza riserve nei confronti di queste persone, ma non di vita. Il nodo sta nel fatto che normalmente non si coglie il “gioco degli opposti” che governa la vita stessa, la dualità nella sua utilità (la conoscenza del bene e del male, per dirla con un'espressione biblica), ossia il fatto che sia necessario e inevitabile venire a contatto con la parte oscura della vita per poter capire e sapere che cos'è realmente quella lucente, bisogna pentirsi di non aver amato per amare successivamente, lasciando andare (gli anglofoni lo chiamano “letting go”) il pentimento stesso in una seconda fase.

Si percepisce come spreco anche il veder mal gestire il potere quando è nelle mani degli altri, quello di cui si parla nel detto “chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane”. Spesso sento affermare questo, sento dire da chi conosco che se avessero loro le possibilità che hanno altri (si riferiscono praticamente sempre a politici, parenti, amici che considerano più stupidi, etc.) allora avrebbero il mondo in mano, sarebbero dei manager di successo, sarebbero rispettati da tutti, avrebbero il potere temporale della Chiesa. Un'altra sciocchezza. In realtà, queste persone non hanno accesso a questo tipo di possibilità perché non avrebbero le capacità di gestirle. Senza entrare nei dettagli di come funzionano le leggi di attrazione e creazione della realtà (ampiamente discusse dai fisici), riporto l'esempio di chi vince i soldi al lotto e li sperpera nel giro di qualche mese (ho racconti accertati da parte di persone a me vicine). Ricchezza e potere così come povertà e sottomissione sono atteggiamenti interiori: inutile cambiare l'esterno se l'interiorità non è altrettanto sintonizzata sulle frequenze più elevate dell'abbondanza.


È infine sicuramente uno spreco di vita la staticità. Siamo esseri dinamici, in continuo cambiamento cellulare, emotivo, mentale: anche la nostra vita ha bisogno di questo. Essa è cosituita da cicli. Gli animali lo sanno bene e ce ne accorgiamo quando sentono lo stimolo di andare in letargo, quando emigrano da una zona all'altra del pianeta o quando risalgono un fiume in controcorrente. L'uomo è l'unico animale che sta imparando a non ascoltare questi suoi istinti utilissimi e facenti parte della sua natura. Ci facciamo prendere dalla “egoistica prudenza che ci impedisce di rischiare” ma anche dalla comodità della situazione da cui, inconsciamente, non riusciamo a discostarci e dalla paura delle emozioni negative attraverso cui dovremmo passare per liberarci di un peso (l'anatra non pensa al gelo delle correnti di vento che affronterà durante il volo: se ne va e basta!). Si ritorna sempre alla utilità della dualità: se non sto bene con me stesso perché i miei genitori non sanno che sono omossesuale, tenermelo dentro pur sentendo il desiderio di dirlo non farà altro che tradursi in qualche disturbo psicosomatico. Con questo non giudico chi, come un mio caro amico, a trent'anni ancora non ha trovato il coraggio di dirlo ai prorpi genitori: sono decisioni. Sto mettendo solo l'accento sulle conseguenze (lui, per esempio, ha la costante sensazione di nascondergli qualcosa e loro lo percepiscono). Questo è un caso particolare in cui gioca molto anche come potrebbero reagire venendo a conoscenza della sessualità del proprio figlio ma vi assicuro, sempre per esperienza diretta, che anche se non dovessero prenderla “bene”, chi si dichiara perché ne sente il desiderio cardiaco assume leggerezza e migliora la propria vita, anche se decide di andarsene di casa o se deve aspettare qualche anno prima che i parenti capiscano.

In ultima analisi, la felicità in vita si ottiene non sprecando le occasioni per amare, per cambiare la propria percezione del mondo e per osare il più possibile: c'è solo da guadagnare.


Vi segnalo un video esplicativo su che cos'è l'Abbondanza.
 https://www.youtube.com/watch?v=EmDPZW-pOFQ
Cliccando sull'immagine, sarete reindirizzati a un'intervista ad Igor Sibaldi, altro meraviglioso autore che consiglio se volete scoprire la Disobbedienza, lo Stupore e altri argomenti di fondamentale importanza per la vita su questo pianeta.

venerdì 18 dicembre 2015

Chimico e Alchimista: come ho conciliato le due cose

Lo ammetto, lo riconosco e non me ne vergogno: sono innamorato tanto della chimica quanto della sua antenata Alchimia.
Con una confessione del genere mi sarei guadagnato un falò privato o, con più fortuna, una martellata lì dove non batte il sole da parte dell'unanimità della popolazione medievale. Per fortuna sono nato coi pokémon, Friends e Giuliacci a fare le previsioni del tempo.

Avrete già notato la differenza che ho utilizzato nello scrivere i due termini: la prima lettera della parola. Di fatto, se la chimica è una scienza moderna, l'Alchimia è quella che viene definita una scienza sacra, così come l'Astrologia e la Magia, da cui sono derivate poi l'astronomia e la fisica; ma cercherò di non allargarmi su questi altri due immensi mondi per lasciar spazio a quello a cui sono più affezionato.

In realtà, Alchimia e Chimica hanno il medesimo significato di segreto (chema in arabo, diventato poi scorrere, fondere in greco), sennonché la prima è provvista dell'articolo determinativo "Al", quindi "Il Segreto". (fonte: dizionario etimologico etimo.it)

Questo avvalora un po' di più l'importanza che riservo all'Alchimia ma ancora non ne spiega il significato vero. Ciò che sa la massa riguardo a questa Opus Magnum (in lat. Grande Opera, come viene spesso chiamata) è che anni fa, in una fascia temporale non ben definita del medioevo, alcuni abbienti mistici con una percezione della realtà deviata da acidi forti e assenzio a barilate mettessero in atto questa pratica per cercare di ottenere fiorfior di lingotti d'oro da pentolacci vecchi e tocchi di piombo con alambicchi e vetreria di Murano. Poi è arrivato tutt'un tratto l'ottocento e la chimica ha salvato la situazione.
Non vi è mai parso un po' riduttivo? Non avete mai sentito nell'animo che forse sotto a questa fretta ellittica di descrizioni simili alla mia ci fosse qualche cosa di magnificamente puro, utile e con un fine mirabile?
L'Alchimia è una squisita metafora: parla della trasformazione della nostra interiorità, delle nostre emozioni da quelle grossolane - o di piombo - a quelle fini, sottili e ricche di coscienza e amore - quelle d'oro -.
I veri alchimisti, che sono esistiti nel corso di tutta la storia umana (Tommaso D'Aquino, Alessandro Conte di Cagliostro, John Dee, Tommaso Palamidessi, Franco Battiato, etc.) non hanno fatto altro che mettere in atto una trasformazione interiore in modo da ottenere il lapis philosophorum, la pietra filosofale che con la sua energia inequiparabile trasforma tutto ciò che sfiora in oro puro: il cuore.

Questi aspetti, che sembrano estremamente spirituali, sono in realtà fisici, ma di una fisicità estreamente sottile (come neuroscienze e fisica quantistica hanno e stanno dimostrando). L'Alchimista, col fuoco costante dell'osservazione, costruisce letteralmente i propri corpi sottili e, cosa più importante, quello dell'anima.

Il secondo motivo che, insieme al precedente, fa da ponte tra Alchimia e chimica, è il fatto che una influenza l'altra in un circolo: la chimica (intesa come il mondo "esterno" a noi) è direttamente subordinata alla nostra visione della realtà e alle nostre credenze sulla realtà stessa (cosa che, ripeto, la fisica quantistica ha facilmente dimostrato scientificamente) e, al contempo, essendo la realtà specchio del nostro mondo interno, essa è utile per cambiare il nostro inconscio e per effettuare progressioni energetiche e cambiamenti interiori.

L'ultimo fatto che lega le due scienze è che la chimica sia una derivazione di una deviazione dell'Alchimia, ossia è nata quando questa era già deviata. Molti alchimisti, infatti, hanno iniziato nel corso del tempo a non essere più in grado di lavorare su di sé lanciandosi alla, ormai rinomata, pazza ricerca del metodo per trasformare sul piano materiale i metalli vili in oro. Da lì è poi nata la chimica come la conosciamo oggi, quindi lo studio delle trasformazioni della materia e delle sue leggi.

Sia chiaro che con questo non disprezzo la chimica che amo e studio con tutta la mia passione: è stato però bello condividere con voi la sua storia e la sua altra faccia che mi ha fatto altrettanto innamorare.




I testi a cui faccio riferimento e che mi hanno iniziato a questo argomento sono tutti i libri di Salvatore Brizzi (salvatorebrizzi.com) 

https://www.youtube.com/watch?v=jMd6iT61GU0 
(clicca l'immagine per il video di una sua conferenza sulla prima fase dell'Alchimia: la Nigredo)

È la persona che ad oggi più mi ha dato col suo lavoro ineccepibile. Tiene conferenze in tutta Italia su questo ed altri argomenti, ma principalmente su imparare a vedere la bellezza e l'apertura del cuore.
 Ha pubblicato una serie di libri che consiglio soprattutto se siete curiosi di approfondire il tema Alchimia (http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_salvatore-brizzi.php)

mercoledì 16 dicembre 2015

Presentazione del Blog

Questo blog è il risultato della mia naturale predisposizione a mettere per iscritto le esperienze dirette più significative per quanto riguarda la mia coscienza ed evoluzione personale, su tutti i fronti. È anche un modo per condividere pensieri con amici e con chiunque risuoni con gli argomenti trattati e che mi stanno a cuore. Spazierò dalla musica alla chimica, fino a passare dalle scienze di frontiera, la medicina integrata, la terapia delle emozioni e la spiritualità insieme con le scienze esoteriche e sacre.
Insomma: un sunto delle mie passioni attuali e/o che magari svilupperò col passare del tempo.
Siate liberi di prendervi spunto senza alcun tipo di restrizione.

Grazie

Alessio